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Dal tipo Razionale al tipo Empatico: a quale categoria emotiva appartieni?

Qualche tempo fa nel corso delle mie ricerche in libreria e su internet, ho scoperto Judith Orloff, una psichiatra americana ancora poco nota in Italia che mi è molto piaciuta per il suo approccio spirituale e  allo stesso tempo pratico alle tematiche a me più care e che tratto in questo sito.

Nel suo unico libro tradotto in Italia, Emotional Freedom – Libertà Emotiva – Liberati delle emozioni negative e trasforma la tua vita, la Orloff insegna ad identificare la categoria emotiva alla quale apparteniamo suggerendo poi dei passi pratici per imparare a trovare il proprio personale equilibrio emotivo.

Judith Orloff distingue tra 4 categorie emotive: il Razionale, l’Empatico, la “Roccia”, l’Impetuoso.

L’estratto che voglio proporti riguarda la categoria degli EMPATICI EMOTIVI, della quale io stessa faccio parte: è stato un sollievo per me riconoscermi in questa categoria perché mi sono sentita “autorizzata” ancora di più ad essere quella che sono senza più la paura di sentirmi sbagliata per avere particolari esigenze che magari non tutti hanno, come ad esempio quella di aver spesso bisogno di qualche momento di “solitudine” durante la giornata o di non riuscire a passare molte ore in mezzo alla folla ecc.

Judith Orloff mostra come non ci sia nulla di strano in tutto questo e indica dei passi specifici per affrontare al meglio le eventuali situazioni critiche nelle quali ti può capitare di trovarti. Ecco l’estratto dal suo libro, spero che possa aiutare anche a te ad essere sempre più te stesso\a.

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Tratto da Emotional Freedom – Libertà Emotiva – Liberati delle emozioni negative e trasforma la tua vita“:

« Le persone empatiche sono molto sensibili; quando si tratta di emozioni sono come strumenti perfettamente accordati. Percepiscono qualsiasi cosa, a volte in modo estremo, e sono poco inclini a usare la ragione per analizzare i sentimenti.

L’intuito è il filtro che usano per fare esperienza del mondo. Sono per natura generose, spiritualmente sintonizzate e sempre disposte ad ascoltare. Se sei alla ricerca di affetto, sono le persone giuste a cui rivolgersi. Nel bene e nel male sono sempre al tuo fianco, pronte ad aiutarti.

Il loro tratto distintivo è la capacità di immedesimarsi. Alcuni tipi empatici riescono a farlo senza assorbire le sensazioni altrui, mentre altri a volte sono come spugne che assorbono la rabbia.  […] Quando si trovano circondati da persone serene e amorevoli, i tipi empatici riescono ad assimilare le vibrazioni positive e a fiorire. Invece, quando si trovano in circostanze cariche di tensione, si sentono sopraffarti e soccombono. (Un mio paziente, un giornalista che si era recato ln Tailandia per raccogliere informazioni sulle conseguenze dello tsunami, aveva impiegato diverse settimane per riprendersi dal trauma.)

Sono quindi prede abbastanza facili dei vampiri emotivi che riversano sugli empatici rabbia e paura. A volte si instaura un meccanismo inconscio di difesa: per esempio, alcuni tipi empatici tendono a mangiare e a ingrassare. Da magri si sentono più vulnerabili alle forze negative […] Inoltre, la sensibilità eccessiva può costituire un grave problema nelle storie d’amore; molte persone empatiche preferiscono non avere una relazione perché non riescono a trovare un compromesso tra le proprie esigenze e quelle del partner.

Quando assorbono lo stress, gli empatici possono soffrire di attacchi di panico o depressione, eccedere con il cibo, le droghe o il sesso, e manifestare un’infinità di sintomi fisici che mettono in crisi la medicina tradizionale. Secondo dati clinici, due milioni di americani sono affetti da sindrome da affaticamento cronico. Secondo me, molte di queste persone hanno ricevuto una diagnosi errata e il loro disagio è attribuibile alla eccessiva sensibilità.

Inoltre, molte persone che appartengono a questa categoria spesso soffrono di agorafobia e si chiudono in casa perché sono troppo spaventate dal mondo. […] Essendo io stessa una persona molto sensibile, voglio aiutare tutti i miei pazienti a coltivare questa dote e a conviverci serenamente. Se elabori l’energia emotiva principalmente secondo questa modalità, probabilmente hai avuto segnali e sintomi fin dall’infanzia. Guarda se la mia esperienza personale è simile alla tua.

Mi sono sempre sentita profondamente in sintonia con gli stati d’animo delle altre persone. Prima di imparare a proteggere la mia energia, li percepivo con tutto il corpo. I luoghi molto affollati amplificavano questa sensazione. Le mie amiche mi proponevano di andare a fare shopping nei centri commerciali ma, per me, erano come campi di battaglia. Percepivo le emozioni delle persone rimbalzare nell’aria come proiettili. Avrei voluto respingerli ma essi penetravano dentro di me. All’inizio mi sentivo bene ma quando ce ne andavamo ero sempre agitata, stanca o depressa.

[…] Da quando ho imparato a mantenere il mio equilibrio e a evitare di farmi carico della sofferenza di tutta l’umanità, la mia empatia mi fa sentire più libera e stimola la mia compassione, la mia vitalità e la percezione degli aspetti miracolosi della vita.
Per capire se anche tu appartieni a questa categoria, esegui il test.

TEST: SEI UN EMPATICO?

Rispondi alle seguenti domande.

• Gli altri ti definiscono “troppo emotivo” o eccessivamente sensibile?
• Se un amico ha problemi, ti senti male anche tu?
• Vieni ferito facilmente nei sentimenti?
• Stare in mezzo alla folla ti prosciuga emotivamente e hai bisogno di stare del tempo da solo per riprenderti?
• Sei innervosito dai rumori, dagli odori o dalle persone che parlano troppo?
• Preferisci usare la tua macchina per essere libero di andare via quando ne hai voglia?
• Mangi troppo per alleviare lo stress?
• Hai paura di venire fagocitato dalle relazioni intime?
  RISULTATI
– Da una a tre risposte affermative: sei parzialmente empatico.

– Quattro o più risposte affermative: sicuramente appartieni a questa categoria.

Quando riconosci in te queste caratteristiche, inizi a prendere il controllo sulle emozioni anziché continuare a lasciarti guidare da esse. […] Se sfruttata adeguatamente, l’empatia può rendere più intensi i rapporti e aiutarti a prenderti cura di te stesso. […]

 

EMOTIONAL ACTION STEP – PASSA ALL’AZIONE!

COME TROVARE L’EQUILIBRIO 

Segui queste strategie per trovare il tuo centro. 

Usa la ragione. Quando le emozioni ti mettono sotto torchio o temi di essere eccessivamente stressato, pensa a qualcosa che bilanci l’ansia. Usa il dialogo interiore positivo e la logica per mantenere i piedi terra. Ecco come fare: per prima cosa, ripeti a te stesso che sei in grado di gestire la situazione mentre fai qualche respiro profondo per rilassarti; poi questo mantra: “Non sono tenuto a farmi carico delle emozioni degli altri. Posso amare anche senza farlo.” Devi credere sinceramente in queste parole se vuoi stare bene ed essere felice. Sono le basi razionali per affrontare l’empatia in modo sano.

Trova qualche minuto di tranquillità per rilassarti. Abituati a fare piccole pause rilassanti nel corso della giornata. Stai all’aperto, distendi i muscoli, fai una breve passeggiata vicino al luogo in cui lavori. Questi intervalli ridurranno l’effetto degli stimoli che ricevi.

Usa la meditazione come di guerriglia. Per bilanciare l’eccessivo carico emotivo, agisci tempestivamente e medita per qualche minuto. Cerca un luogo isolato dove sei libero di rimanere seduto con gli occhi chiusi. Non essere troppo esigente: non ti serve un tempio immerso nel silenzio. Io, per esempio, ho spesso trovato rifugio nelle toilette (soprattutto negli aeroporti che sono il mio incubo peggiore, affollati di gente che si accalca ai controlli di sicurezza e rumorosi, con quegli altoparlanti gracchianti). I bagni sono l’unico luogo in cui è lecito rimanere soli.

Sii sempre pronto, in ogni luogo e in ogni momento, a ritrovare il tuo equilibrio e a sedare le emozioni che non vuoi provare. Mentre mediti devi fare due cose. Innanzitutto, espira per liberare le sensazioni negative imprigionate nel corpo e nella mente, come la solitudine o la preoccupazione; sentile mentre svaniscono ogni volta che i tuoi polmoni si svuotano. In secondo luogo, posa la mano sopra la testa e visualizza un flusso di energia positiva scendere su di te da capo a piedi. Queste azioni ti faranno sentire immediatamente più rilassato.

Definisci e rispetta i tuoi bisogni empatici. Tutela la tua sensibilità. ln un momento di raccoglimento in cui ti senti sereno, elenca le cinque situazioni che scuotono maggiormente le tue emozioni. Poi elabora un piano per affrontarle in modo tale che, quando si verificheranno ancora, riuscirai a reagire. Ecco alcuni esempi pratici di eventi che solitamente mettono a disagio gli empatici.

– Se qualcuno ti chiede troppo, rifiuta in modo cortese. Non sei tenuto a dare spiegazioni. Come recita il detto: “Un ‘no’ è già di per sé una risposta completa.”
– Se sai di non sopportare per più di tre ore le situazioni in cui sono presenti molte persone, anche se ti piace stare in compagnia, esci con la tua macchina o porta con te la mappa dei mezzi pubblici cosi non rimarrai intrappolato contro la tua volontà.
– Se i luoghi affollati ti opprimono, consuma un pasto molto proteico prima di andarci (ti darà stabilità e rimani in una zona periferica; per esempio, alle feste o a teatro, evita di stare proprio al centro della sala.
– Se i profumi intensi ti nauseano, chiedi ai tuoi amici di evitare di usarli quando sono con te. Se invece non puoi evitarli, stai accanto a una finestra o allontanati frequentemente per respirare una boccata d’aria fresca.
– Se mangi in modo incontrollato per sedare le emozioni negative, usa la tecnica meditativa che ho descritto sopra prima di aprire il frigorifero e lasciarti tentare dalle leccornie che contiene. Come misura estrema puoi tenere un cuscino accanto frigorifero, cosi, quando sentirai il bisogno di abbuffarti, forse ti ricorderai anche che puoi meditare.
– In casa, riserva uno spazio dove poter stare solo. Cosi non verrai sopraffatto dalla sensazione indotta da un contatto prolungato gli altri.

 

Ti suggerisco di fare costanti aggiunte a questo elenco per essere sempre coperto. Non devi ricominciare tutto da capo ogni volta che si scatenano le emozioni. Grazie ad alcune strategie pratiche, i tipi empatici possono riprendersi rapidamente, sentirsi più sicuri e far sbocciare le proprie doti.»

Tratto dal libro di Judith Orloff  Emotional Freedom – Libertà Emotiva – Liberati delle emozioni negative e trasforma la tua vita“.

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GIULIANA

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4 thoughts on “Dal tipo Razionale al tipo Empatico: a quale categoria emotiva appartieni?

  1. Grazie Giuliana! Questo articolo è prezioso! Anche io faccio parte di questa categoria… Non sopporto i profumi e non riesco a sopportare le voci della tv e delle persone che parlano vicino a me, magari al telefono.. Se in treno qualcuno si mette a telefonare ad alta voce devo per forza spostarmi perchp non lo sopporto… Faccio senza dubbio parte della categoria, questi consigli mi aiuteranno, sarebbe bello se scrivessi qualche altro articolo su questo argomento! Grazie, Nicoletta :):):)

  2. Le caratteristiche descritte qui appartengono a 2 categorie psicologiche junghiane: INFJ e ISFJ. Ossia degli introversi con F ausiliaria estroversa. Le due tipologie pur molto differenti tra loro hanno le caratteristiche sopra descritte in comune. Alcune di quelle caratteristiche sono comuni a tutti gli Intro e completamente estranee agli Estro. Altre tipiche degli N Intuitivi. Ma l’empatia è Fe. Ciao.

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